ALPS di Yorgos Lanthimos

Uno di quei film da rivedere due o tre volte di fila. Il regista è lo stesso di “the Lobster”. Anche qui l’effetto è di una notevole dissociazione dalla realtà, una analisi sociale utilizzando lo strumento cinematografico.

“Qual era il suo attore preferito?” chiedono sempre i quattro specialisti ai parenti dei defunti, per assumere l’imitazione della maschera dell’attore  necessaria per assumere un ruolo reale.  Uno stile di cinema molto europeo. La sensazione finale è di sospensione, di solitudine sociale e familiare, di destrutturazione  delle relazioni che non riparano più dal dolore. Il regista è nato in Grecia, e probabilmente sa il valore umano e sociale della catarsi, e i suoi effetti quando viene a mancare.

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Autore dell'articolo: Corti

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